E se nessuno dei due marcasse?
- juriycamilatango
- 3 days ago
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Updated: 2 days ago
"È impossibile, uno dei due deve decidere."
È una delle principali obiezioni che ci fanno i ballerini di tango quando raccontiamo del nostro metodo. "Altrimenti si resta fermi!"
Potremmo parlare della danza contemporanea, di cosa significa avere un corpo disponibile, che prende forma nell’altro, che va costruendo un movimento a partire dalla corporalità dell’altro tanto da rendere impossibile comprendere da dove nasce ogni passo.
Assomiglia ad una magia, questo è vero. E molti alla magia non credono.
Ma la magia esiste, e i ballerini esperti l’hanno provata molte volte.
Hanno provato cosa significa essere in pista, circondati dalla musica e dalle coppie, e improvvisamente cadere in un passo che non si conosceva e non capire come si sia generato. Sono stato io? E’ stata lei?
Perché accade così poche volte? Perchè siamo abituati ad un metodo in cui i leader vanno in un lato della stanza e i (o normalmente le) follower dall’altra e si crede che imparando due sequenze a specchio e coordinandole insieme allora si stia creando connessione.
Perchè siamo abituati ad un metodo in cui uno impara delle sequenze e le ripete a memoria.
A noi piace scherzare dicendo che la marca è uno spettro, un ventaglio di possibilità.
È possibile che uno dei due marchi al 100% e l’altro segua, o "esegua". E poi posso piano piano spostarmi, posso arrivare ad un 50% e 50%. Ma poi ancora posso sperare, almeno per un secondo, per pochi istanti in un’intera serata, di arrivare a quel momento in cui nessuno dei due decide, nessuno dei due marca, ma entrambi siamo al 100% presenti nella creazione. La magia, appunto.
Lancio una sfida a quelli che ancora dicono: ma così nessuno dei due si muove.
La mia sfida è questa: andate in milonga, entrate in pista con le altre coppie, e rimanete fermi senza decidere, respirate e ascoltate l’altro.
Vediamo per quanto riuscite a stare fermi.
Juri.



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